Abbazia di Montecassino
Fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia
Informazioni
Tutti i giorni dalle ore 9:30 alle ore 18:30 (Orario Continuato)
Dal 1 Novembre al 31 Marzo
Lunedì – Sabato dalle ore 9:30 alle ore 16:50 (Orario Continuato)
Domenica - dalle ore 9:30 alle ore 17:15 (Orario Continuato)
Orari Sante Messe
Solo la domenica: ore 10:30 e ore 12:00
N.B. La messa delle ore 10:30 è cantata in gregoriano. Durante le celebrazioni la visita è sospesa.
Orari Vespri - dal Lunedi al Sabato: ore 19.00
Domenica e Festivi: ore 16.30 (cantati in gregoriano)
Orari Confessioni dal Lunedi al Sabato
La mattina dalle 10:00 alle 12:00; nel pomeriggio dalle 16.00 alle 18.00.
Domenica la mattina un’ora prima della Messa; nel pomeriggio dalle 16 alle 18.00.
Orario Museo dal 1 Aprile al 31 Ottobre
Tutti i giorni dalle 9:30 alle 18:30 (Orario Continuato)
Dal 1 Novembre al 31 Marzo - Apertura solo domenicale e festivi dalle 9:30 alle 17:15 (Orario Continuato)
Coordinate: 41.4908815, 13.8137555
Fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia sul luogo di un'antica torre e di un tempio dedicato ad Apollo, l'abbazia sorge a 516 metri sul livello del mare. Nel corso dei secoli, ha vissuto un'altalena di distruzioni, saccheggi, terremoti e ricostruzioni che ne hanno segnato profondamente l'identità.
Le origini e i primi oratori
Alla comunità monastica si accedeva presso la chiesa di San Martino, stabilita da San Benedetto nel tempio dell'acropoli, nella zona sud-occidentale rispetto all'attuale monastero, in un'area meno impervia. In cima al monte sorgeva invece l'oratorio di San Giovanni, voluto dal santo sul luogo di un'ara di Apollo, come tramandato da Gregorio Magno. Fu proprio in questo oratorio che Benedetto volle essere sepolto accanto alla sorella Scolastica.
Le distruzioni e le fughe
Intorno al 580, durante l'invasione dei Longobardi guidati da Zetone (o Zotone), il monastero venne distrutto per la prima volta. La comunità monastica, con le spoglie del fondatore, dovette riparare a Roma, trovando ospitalità presso il Palazzo del Laterano.
Secondo l'Historia Langobardorum di Paolo Diacono, nel 577 il cenobio fu devastato dai Longobardi di Zotone, costringendo i monaci alla fuga.
L'abbazia venne ricostruita intorno al 718 sotto l'impulso di Petronace di Montecassino, ma subì una seconda distruzione nell'883 per mano dei Saraceni. Fu riedificata solo nel 949 per volere di papa Agapito II.
La disputa sulle reliquie
Le ricerche storiche precisano che le reliquie di San Benedetto e di Santa Scolastica furono sottratte e trasferite in due monasteri della Gallia:
- Abbazia di Fleury-sur-Loire (ribattezzata Saint-Benoît-sur-Loire)
- Collegiata di San Pietro a Le Mans
Il documento originale della Regola benedettina, invece, rimase nelle mani dei monaci cassinensi, che un secolo più tardi poterono rifondare la comunità.
Nell'874, i resti di Santa Scolastica furono traslati a Juvigny-sur-Loison per volontà della regina Richilde, moglie del re dei Franchi Carlo il Calvo.
Nel luglio 1107, papa Pasquale II si recò a Fleury e, in seguito a un evento ritenuto prodigioso, dichiarò falsa la traslazione delle reliquie di San Benedetto.
La contesa storica tra Montecassino e le abbazie francesi sulle spoglie del santo fondatore rimase aperta per secoli, alimentando un dibattito che ancora oggi affascina storici e pellegrini.
Testo a cura del Centro Documentazione e Studi Cassinati – per approfondimenti, visita il sito ufficiale.